Jeff. E la partita che ha cambiato tutto.
Lo sport - qualsiasi esso sia - gira tutto attorno ad una questione. Vincere. Citando mio fratello Alessandro: "Se vinci bene, se perdi non conti nulla". Posto che qualsiasi atleta a qualsiasi livello ti direbbe che vincere conta - e conta un sacco - la domanda che mi e vi pongo oggi è un'altra. Perché vincere è importante?
Vincere un campionato, e quindi finire davanti a tutti i tuoi avversari ha sicuramente a che fare con la tecnica, la tattica, la fortuna ma anche credo in una ampia misura con la psicologia. E con l'empatia.
Oggi non vi racconto di un mio compagno di squadra. Vi racconto di un dirigente. Anzi, vi racconto IL DIRIGENTE.
Molte volte si danno per scontate certe cose, come la presenza di una persona alle partite in casa, alle trasferte o che ci ha aperto le porte di casa sua per una cena di inizio stagione. E che una sera di metà maggio del 2010 mi ha spiegato con poche parole cosa significa arrivare primi.
Questa è la storia di una serata speciale resa ancora più speciale da una persona ancora più speciale. Giancarlo "Jeff" Maculan. Dirigente maximo e a tempo pieno per non so quanti anni all'Aurora 76 di Camisano Vicentino.
Ve la faccio breve altrimenti dovrei stare qui ore a raccontare la storia dai suoi inizi. Ma per una volta, non è il viaggio la parte importante, ma la sua fine. L'epilogo che aggiusta tutto. Che ti fa fare pace col mondo e che ti fa capire il significato di tutto quello che hai fatto fino a un attimo prima.
Stagione 2008/2009. Per i feticisti delle statistiche, questi erano i miei numeri per quella stagione. Se scorrete fino in fondo la pagina, vedrete che l'ultima partita è una sconfitta contro Povolaro. 6 miseri punti per il sottoscritto, ma soprattutto, sconfitta in Gara3 delle semifinali. 65-64 allo scadere. Nonostante un Alessandro Busatta in formato Shaq da 38 punti. Terza stagione in fila che venivamo eliminati in qualche punto dei playoffs.
Avete presente l'anno del secondo titolo di Lebron a Miami vinto in gara7 contro gli Spurs? Ecco, a fine stagione 2008/2009 non ci sentivamo come gli Spurs. Dalla parte sbagliata della storia. Avevamo accarezzato la vittoria e l'avevamo vista sfuggire per l'ennesima volta di un singolo punto. Un singolo, maledetto punto. Ricordo ancora quella sera, a sirena suonata ormai da qualche secondo. Ero fermo a centro campo, con le mani sulle ginocchia. In spogliatoio, dopo la doccia il silenzio era insostenibile.
Non fu per niente una bella estate quella del 2009. Non era stato bello arrivare ad un punto dove capisci che il tuo massimo non ti permetteva di arrivare primo. Di vincere. E non parlo solo per me stesso ma proprio di una sensazione generale. La squadra era quella da 2-3 anni e il massimo era quello. Primo, secondo turno playoffs. Ma la finale era ancora distante dalla nostra portata.
Mollare tutto? Cambiare squadra? Molte volte, rimanere calmi e dare fiducia a chi ti sta attorno paga degli ottimi dividendi. Per la stagione 2009/2010 arrivarono forze fresche. Tre nomi su tutti. Alessandro "Frak" Fracaro e Lorenzo "Zac" Zaccaria e Mattia Pressanto. Ma la squadra si rinnovò parecchio. Betty e Tega. Bezz e Gianca e Rizz in arrivo dall'Argine.
Arrivo al punto. C'era aria fresca in spogliatoio e la marcia fu veramente trionfale. Primi in campionato. Ai playoff, 2-0 al primo turno, 2-1 in semifinale contro Thiene con Frac che ne mette 38 - se la memoria non mi inganna nella decisiva gara3. E finalmente la finale. Vittoria convincente a Povolaro con Mattia a segnare i canestri decisivi a fine partita.
Gara 2 vinta in casa con la più classica delle rimonte dopo essere stati sotto anche in doppia cifra nei primi due quarti.
Se vi piacciono i video del basket di provincia, presi dai telefoni di una volta, sgranati, mossi e con un audio pessimo, ecco, questo è il video che stavate cercando. 66-60 a meno di tre minuti dalla fine. Palla saggiamente nelle mani di Mattia che va in angolo da Sandro Saponaro, che intelligentemente la rimette in punta per Zac che stranamente è stato dimenticato dalla difesa di Povolaro. E se lasciavi Zac con 2 metri di spazio e con i piedi per terra, potevi già scrivere 3 punti a referto. Retina che si muove, 69-60 e canestro che odorava tantissimi da colpo da KO. E soprattutto odorava da vittoria.
| Poi se per arrivare in cima al mondo, puoi contare sulle spalle del Centro la situazione migliora di molto. |
Eh si..... è tutto vero.... è andata proprio così, ricordo ancora con commozione quella serata, la serata perfetta che tutti vorrebbero vivere una volta nella vita, quella promozione raggiunta dopo molti anni, dopo tanti bocconi amari ingoiato, ma sopratutto raggiunta da un gruppo fantastico di giocatori, amici, quasi dei figli per me, e sopratutto raggiunta con mio figlio Luca in campo, in quei momenti eravamo sul tetto del mondo, una gioia indimenticabile che mi resterà per sempre scolpita nei ricordi..... Grazie ragazzi per tutto quello che mi avete dato.
RispondiEliminaVi voglio bene 😘