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Visualizzazione dei post da ottobre, 2024

Nicola Zen. Il Federico Buffa del vicentino - Parte I

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Esiste per tutti, un prima di Nicola Zen e un dopo di Nicola Zen Faccio così, altrimenti non ne vengo fuori. Ho pensato ad un milione di modi per iniziare questo articolo ma tutti mi sembravano troppo distaccati, poco pungenti. Inefficaci Quindi semplifico all'osso la questione. Voi conoscete Nicola Zen? Perché io lo conosco, nel senso più pratico del termine, ovvero che se lo incrocio da qualche parte, lo saluto e non lo metto sotto in macchina. Solo che qui, oggi si va oltre. Voi lo conoscete davvero Nicola Zen? Certo, fa cose nell'ambito del basket, alcune forse meglio non saperle, lavora, ha una parlantina sciolta, argomenta con parecchio senso di sport, lo conoscono in tanti, si è fatto la casa nuova.  Insomma, fin qua ci arriviamo tutti. Questa però non è la sua pagina Wikipedia, che peraltro non capisco perché non sia ancora stata fatta. Questo è un blog - o almeno una sua parvenza - che vuole investigare più nel profondo. Non mi serve sapere come Nicola - visto che f...

Beppino Beato

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Questa qui sotto è la lettera che ho chiesto di pubblicare sul Giornale di Vicenza dopo la morte di Beppino Beato. E' stato il mio allenatore e la prima persona che mi ha veramente mostrato chi potevo essere. Beppino Beato al nostro matrimonio. Camicia sbottonata d'ordinanza. e - da buon sindacalista- nel mezzo nella discussione Ci sono persone che attraversano la nostra vita anche solo per poco tempo, per pochi istanti, ma che lasciano un segno profondo nelle nostre esistenze.   Beppino   Beato   è stato per quattro anni il “mio” coach quando ero un ragazzino che si affacciava alla pallacanestro in terza media. Quattro anni sono tanti o sono pochi per lasciare una traccia? Dipende da come li usi, da che esempio dai, dai valori che hai e da cosa vuoi trasmettere. Al primo allenamento, dopo averci lasciati liberi di correre su e giù per il campo per scaldarci, ci fermò tutti e ci disse: “Ho capito un paio di cose. In questa squadra c’è chi viene qui per allenarsi e migli...

Il cavaliere oscuro

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Il cavaliere oscuro La prima puntata, per chi se la fosse persa è  qui Era ancora fresca la chiacchierata con mio fratello . Finalmente in una serata di mezza estate, godibile, abbiamo aperto il libro dei ricordi. 4 Luglio 2024. Chiara, la moglie di mio fratello mi offrì 2 fette di dolce appena sfornato, un bicchiere di Pepsi e io ero già la persona più felice sulla Terra.  Avevo Batman davanti a me e per una volta senza mantello. Ero emozionato, o forse, timoroso. Avevo l'opportunità di vedere da dietro le quinte quello che aveva fatto in oltre 20 anni da calciatore. Avevo l'opportunità di vedere attraverso i suoi occhi, le cose che ha visto e vissuto.  Eravamo fermi all'infortunio, alla riabilitazione e alla cyclette della Romilda . Alessandro già giocava a Cittadella. Decisi di ripartire da lì. Gli chiesi dell'infortunio. Nella mia testa, il vero spartiacque di tutta la sua storia sportiva. Mi aspettavo la classica risposta: "Eh sai, se non mi fossi fatto male...

Riccardo Marolla: la nostra NBA

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Può una singola frase cambiare tutto quello che hai sempre fatto in un campo da basket? Non dovrebbe essere possibile smontare tutto quello che hai fatto per anni e instillare dubbi profondi usando poche parole. Eppure è successo. E quella frase ha seriamente compromesso il mio rapporto con lo sport. Quel mucchio di parole, in una normale serata dopo una partita persa, cambiarono l'angolazione con cui guardavo allo sport.  L'aspetto più sorprendente, direi ridicolo, della questione, è che quelle parole furono pronunciate da un ragazzo di 21 anni circa. Ridicolo perché nonostante la giovanissima età e una esperienza assolutamente normale nei campionati minors vicentini, la lucidità e la profondità di quelle parole mi colpiscono ancora oggi. Partita, dicevo. Persa. Non mi ricordo contro chi e di quanto ma non è questa la parte importante. Doccia, post partita al Drunken Duck di Quinto Vicentino , a 500 metri dal palazzetto. Era tardi, era venerdì sera e arrivavamo quasi tutti d...